A settembre, sul mio blog principale "Qui Lazio by Luigi Jadicicco", comincerà a comparire a puntate il primo mio vero romanzo di amore, di psicologia, di avventura e di analisi sociologica, piuttosto complesso. L'ho intitolato "La collana verde", ha un inizio misterioso e decisamente emozionante, ma poi si scioglie in un'analisi più serena e accattivante. Ho voluto mettere alla prova le mie capacità inventive con maggiore impegno, e credo ne sia risultato un lavoro importante e interessante. Da ora mi metterò alla caccia di un editore che sappia valorizzarne il contenuto.
Invito i lettori di tutti i miei blog (sono ben sette o forse otto...no, sono andato a contarli, e sono addirittura dodici!) a seguirmi con simpatia per tutte le oltre duecento puntate in cui il lavoro si svilupperà, e magari a darmene anche un giudizio spassionato.
Il mio pensiero nacque sul Vicolo Gaudente, in Acuto, tra una musica di Beethoven e un giornale radio di guerra. Per questo io cerco armonia e pace, inseguendole ovunque, per decenni e decenni, a Roma, poi sui Monti Prenestini, da Rocca di Cave, a Palestrina e a Cave, sempre in consonanza con la vita.
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martedì 13 agosto 2013
domenica 7 luglio 2013
Il papa dei poveri
L'amore di papa Francesco è rivolto ai poveri, agli infelici, ai diseredati. Non ama l'oro e le ricchezze. Ci dice di non seguire la via del denaro, che ci porta all'egoismo e a derubare gli altri. Nei poveri, Francesco vede le vittime di chi, invece di curarsi del prossimo, se può si mette a derubarlo senza scrupolo.
Francesco ci dice per quale via possiamo meritare la nostra felicità: amando gli altri. Con lui, siamo tornati al vero vangelo. E quando ci dice "buon pranzo" ha davanti a sé la visione di un mondo in cui ci sia posto a tavola per tutti, a cominciare da chi non può perché qualcuno gli ha sfilato il piatto davanti.
Francesco ci dice per quale via possiamo meritare la nostra felicità: amando gli altri. Con lui, siamo tornati al vero vangelo. E quando ci dice "buon pranzo" ha davanti a sé la visione di un mondo in cui ci sia posto a tavola per tutti, a cominciare da chi non può perché qualcuno gli ha sfilato il piatto davanti.
Patrizio, don Angelo, Pio, Nazzareno
Sono tornato ad Acuto, invitato da Patrizio Pilozzi nella sua "corte"di Colle Borano. C'era con lui il bravissimo don Angelo, suo fratello, che voleva rivedermi dopo lunghissimi anni e tanti ricordi in comune. Don Angelo, paciere per natura, è un umile sacerdote dalle grandi doti che nessuno ha saputo premiare meglio che lasciandolo parroco di Porciano, umile frazione di provincia sperduta fra le montagne di Ciociaria.
Ma lì don Angelo riesce benissimo nel suo vero compito, che è quello di salvare le anime e di proteggere i loro detentori dai mali della vita. Ma non riesce a portare pace in famiglia tra Patrizio e il fratello Pio, ex sindaco di Acuto, e suo figlio Nazzareno, addirittura salito al Parlamento italiano nelle file del Sel. Una vecchia ruggine, risalente al mancato progetto di Patrizio di fare a Colle Borano un centro sportivo di grande richiamo. Proprio il fratello Pio, allora sindaco di Acuto, fu colui che disse no, un no ribadito anche dal successivo sindaco, Nazzareno, figlio di Pio e nipote di Patrizio.
Un intreccio clamoroso, che riporta ai tempi di Caino e Abele, di Romolo e Remo. E nemmeno don Angelo riesce a metterci riparo. Ma chissà: col tempo, forse...Gutta cavat lapidem.
Ma lì don Angelo riesce benissimo nel suo vero compito, che è quello di salvare le anime e di proteggere i loro detentori dai mali della vita. Ma non riesce a portare pace in famiglia tra Patrizio e il fratello Pio, ex sindaco di Acuto, e suo figlio Nazzareno, addirittura salito al Parlamento italiano nelle file del Sel. Una vecchia ruggine, risalente al mancato progetto di Patrizio di fare a Colle Borano un centro sportivo di grande richiamo. Proprio il fratello Pio, allora sindaco di Acuto, fu colui che disse no, un no ribadito anche dal successivo sindaco, Nazzareno, figlio di Pio e nipote di Patrizio.
Un intreccio clamoroso, che riporta ai tempi di Caino e Abele, di Romolo e Remo. E nemmeno don Angelo riesce a metterci riparo. Ma chissà: col tempo, forse...Gutta cavat lapidem.
domenica 9 giugno 2013
Il nuovo papa
Il nuovo papa si chiama Francesco. Si richiama al santo di Assisi, il più grande dopo Gesù Cristo. Francesco amava la povertà, e a questa povertà il nuovo papa si ispira.
Va incontro alla gente. Va a visitare carcerati e malati. Ci dice che non dobbiamo stancarci di chiedere aiuto a Dio. E' un gesuita e qualcuno sospetta. Ma la sua natura è questa, e in Argentina ha vissuto la sua esperienza religiosa e sociale accanto a tanta povera gente. E' un esperto del mondo povero. E questo ci fa capire che ci vuole davvero bene e vuole l'amore della gente e fra la gente. Per questo crediamo che il suo sorriso e la sua azione giovane faranno del bene all'umanità.
Finisce sempre i suoi discorsi augurandoci buon pranzo. Si vede che è abituato a parlare a gente che il pranzo non sempre lo aveva pronto, come purtroppo ora accade sempre più spesso anche da noi.
Va incontro alla gente. Va a visitare carcerati e malati. Ci dice che non dobbiamo stancarci di chiedere aiuto a Dio. E' un gesuita e qualcuno sospetta. Ma la sua natura è questa, e in Argentina ha vissuto la sua esperienza religiosa e sociale accanto a tanta povera gente. E' un esperto del mondo povero. E questo ci fa capire che ci vuole davvero bene e vuole l'amore della gente e fra la gente. Per questo crediamo che il suo sorriso e la sua azione giovane faranno del bene all'umanità.
Finisce sempre i suoi discorsi augurandoci buon pranzo. Si vede che è abituato a parlare a gente che il pranzo non sempre lo aveva pronto, come purtroppo ora accade sempre più spesso anche da noi.
giovedì 21 giugno 2012
Come va l'Italia?
Chi può dirlo in modo onesto? In questo momento va male, molto male, qualcuno tenta di rialzare la povera vecchia caduta per strada e si ritrova in mano un fantoccio che mette paura.
Ci riprenderemo? Sì, fra cinque anni. E a chi diremo grazie? Forse a nessuno. Non sarà stato merito di nessuno. Solo di noi italiani che soffriamo e mandiamo giù le pillole più amare, senza lasciarci la ghirba malgrado tutto.
Ci riprenderemo? Sì, fra cinque anni. E a chi diremo grazie? Forse a nessuno. Non sarà stato merito di nessuno. Solo di noi italiani che soffriamo e mandiamo giù le pillole più amare, senza lasciarci la ghirba malgrado tutto.
sabato 21 aprile 2012
Acuto. il palazzo dell'ONMI
E' tanto tempo che non scrivo su questo sito. Oggi mi è capitata l'occasione di leggere che il sindaco di Acuto, Augusto Agostini, chiede il sostegno della Provincia e della Regione per resistuire a degne funzioni una costruzione assai notevole, una volta adibita a collegio di orfani di Roma e di tutto il Lazio, che lì dentro avevano perfino una scuola elementare e una scuola media. Fornito di un bel giardino, in posizione stupenda, con aria buonissima a disposizione, il palazzo, che è fornito di una cinquantina di stanze, potrebbe essere benissimo trasformato in un Ostello della Gioventù, accogliendo giovani in viaggio turistico e offrendo lavoro a tanti altri giovani disoccupati. Basterebbe unaa spinta di buona volontà da parte degli enti pubblici per far ripartire un ingranaggio benefico.
giovedì 5 gennaio 2012
Soletto giaci
Soletto giaci, povero mio blog
non più visitato da mesi
gettato lì e dimenticato.
Non hai più nulla da dire?
Possibile, in un mondo
che ha tanto bisogno di subire
rampogne amare per la sua ingiustizia
per la sua ignavia
per la sua totale
incapacità di badare a se stesso
di eliminare i suoi squilibri atavici
per vedersi avviato a un tracollo totale.
Eppure insorgerà l'Africa
contro questo mondo ingiusto
insorgerà il Sud America
insorgerà l'Asia più povera
e i ricchi d'Europa e d'America
non faranno più in tempo
a salvare se stessi
e il loro sporco benessere
che sta già lasciando piangere
anche molti nuovi poveri
dei nostri continenti iniqui.
non più visitato da mesi
gettato lì e dimenticato.
Non hai più nulla da dire?
Possibile, in un mondo
che ha tanto bisogno di subire
rampogne amare per la sua ingiustizia
per la sua ignavia
per la sua totale
incapacità di badare a se stesso
di eliminare i suoi squilibri atavici
per vedersi avviato a un tracollo totale.
Eppure insorgerà l'Africa
contro questo mondo ingiusto
insorgerà il Sud America
insorgerà l'Asia più povera
e i ricchi d'Europa e d'America
non faranno più in tempo
a salvare se stessi
e il loro sporco benessere
che sta già lasciando piangere
anche molti nuovi poveri
dei nostri continenti iniqui.
martedì 3 maggio 2011
Giovanni Paolo II a Piglio per sempre
A Piglio, in data 30 aprile, in località Laghetto Insuglio, è stata inaugurata una statua del Papa Giovanni Paolo II, in coincidenza con la sua proclamazione a Beato. Quello che è stato uno dei pontefici più amati di tutta la bimillenaria storia della Chiesa aveva nel cuore queste nostre montagne, prediligeva il Santuario della Mentorella a Guadagnolo, e si recava volentieri nei pittoreschi paesaggi montani tra il Piglio e gli Altipiani di Arcinazzo.
Con gratitudine, l'amministrazione della cittadina ernica e il vescovo di Anagni-Alatri monsignor Lorenzo Loppa hanno voluto dedicare al grande pontefice un perenne ricordo della sua travolgente personalità.
Con gratitudine, l'amministrazione della cittadina ernica e il vescovo di Anagni-Alatri monsignor Lorenzo Loppa hanno voluto dedicare al grande pontefice un perenne ricordo della sua travolgente personalità.
domenica 1 maggio 2011
Pio e Patrizio come Romolo e Remo
Romolo e Remo si sfidarono per fondare una grande città e un grande impero: due fratelli per una meta unica.Vinse Romolo e cancellò Remo
Altrettanto fecero ad Acuto Pio e Patrizio: due fratelli per un solo volo vittorioso, sul promontorio degli Ernici. Vinse Pio e cancellò Patrizio.
Ma lo cancellò davvero? Patrizio, dal suo esilio di Colle Burano, continua a vivere e a rimpiangere ciò che non fu, stampando manifesti di fuoco una volta a settimana. Pio fu sindaco per oltre vent'annni e le sue risorse non sono finite.
Bella lotta. Bellissima. Implacabile. Promette ancora scintille. A chi la parola fine?
Altrettanto fecero ad Acuto Pio e Patrizio: due fratelli per un solo volo vittorioso, sul promontorio degli Ernici. Vinse Pio e cancellò Patrizio.
Ma lo cancellò davvero? Patrizio, dal suo esilio di Colle Burano, continua a vivere e a rimpiangere ciò che non fu, stampando manifesti di fuoco una volta a settimana. Pio fu sindaco per oltre vent'annni e le sue risorse non sono finite.
Bella lotta. Bellissima. Implacabile. Promette ancora scintille. A chi la parola fine?
sabato 30 aprile 2011
Cave: e il teatro?
E' ormai un anno che il bel "Teatro di Cave", dalla caratteristica forma di tartaruga, è stato ultimato: una piccola gemma verde all'interno di Villa Clementi. Purtroppo c'è però qualcosa che finora ha impedito la sua utilizzazione: forse un difetto di ventilazione o un eccesso di umidità, che costringe a tenere aperta una porta per la traspirazione.
Peccato. Perché a Cave l'amore per il teatro non manca, e c'è perfino una compagnia teatrale fissa che non vedrebbe l'ora di recitare nel "suo" teatro dopo essere stata ospitata in varie scuole e altri ambienti.
Il sindaco Massimo Umbertini, fra i tanti suoi compiti, ha anche quello di realizzare il battesimo di questa importante opera pubblica.
Peccato. Perché a Cave l'amore per il teatro non manca, e c'è perfino una compagnia teatrale fissa che non vedrebbe l'ora di recitare nel "suo" teatro dopo essere stata ospitata in varie scuole e altri ambienti.
Il sindaco Massimo Umbertini, fra i tanti suoi compiti, ha anche quello di realizzare il battesimo di questa importante opera pubblica.
mercoledì 27 aprile 2011
Turismo a Palestrina: nuove prospettive
L'apertura del Parco a tema Rainbow MagicLand in zona Pascolaro di Valmontone, prevista per il 26 maggio, segnerà senza dubbio l'avvio di speranze straordinarie per l'intera zona di Palestrina-Cave-Valmontone, in riferimento allo sviluppo turistico e all'occupazione giovanile.
Un convegno sul tema sarà tenuto al Teatro Principe di Palestrina venerdì 29 aprile alle ore 17.30, con l'intervento di sindaci dell'intera zona della Provincia di Roma sud-est e della Provincia di Frosinone nord-ovest.
Un convegno sul tema sarà tenuto al Teatro Principe di Palestrina venerdì 29 aprile alle ore 17.30, con l'intervento di sindaci dell'intera zona della Provincia di Roma sud-est e della Provincia di Frosinone nord-ovest.
Cave, portale della Ciociaria verso Roma
Passati i grossi centri di Piglio, Serrone e Paliano, la Ciociaria trova davanti a sé la cittadina di Cave come portale. Tre chilometri dopo l'appartato Genazzano, sulla strada maestra della Statale 155 di Fiuggi, l'ospitale centro di Cave subito fa sentire ai ciociari l'aria di Roma: o viceversa, alla volta di Fiuggi-Frosinone, Cave è l'ultimo segnale di romanità. Sono molti i ciociari che, passando in macchina o con i mezzi del Cotral per Cave, servitissima dalle linee automobilistiche, si fermano per acquistarvi dalle tre grandi edicole i quotidiani freschi freschi anche alle 6 - 7 del mattino, e perfino "Ciociaria Oggi", più facili da rinvenire in questa cittadina già dalle prime ore della giornata. A Cave, Frosinone e Roma sembrano darsi un abbraccio.
giovedì 21 aprile 2011
Mercoledì 27 grande mercato Madonna del Campo a Cave
In occasione della ricorrenza della Madonna del Campo, patrona di Cave, mercoledì 27 aprile, a partire dalle ore 8, si terrà un grande mercato speciale lungo il viale Falcone e Bassolino, da via Mazzenga in direzione del campo sportivo Luigi Ariola.
L'iniziativa, a cura del Comune e di gruppi giovanili, verrà riproposta ogni anno, sempre in ricorrenza della festività della Madonna del Campo, molto sentita dalla popolazione di Cave.
L'iniziativa, a cura del Comune e di gruppi giovanili, verrà riproposta ogni anno, sempre in ricorrenza della festività della Madonna del Campo, molto sentita dalla popolazione di Cave.
lunedì 4 aprile 2011
La Tunisia
Tutta la serie di guai che risponde ai nomi di Lampedusa, Manduria, Ventimiglia e via dicendo, ci provengono da un paese in agitazione come la Tunisia, dal quale scappano ogni giorno migliaia di profughi o fuorusciti o irregolari che dir si vogliano.
Il problema, dunque, è a Tunisi, e a Tunisi Berlusconi ha capito di dover andare. Si potrà risolvere, in quella sede, l'origine di tutti i guai? L'Europa è in grado di riservare alla Tunisia e al suo discusso governo una serie di sostegni e d'incoraggiamenti che inducano le autorità locali a comportarsi in modo diverso e a tenersi in casa i renitenti e i ribelli.
I soldi che l'Europa spende per un milione di profughi li può impiegare diversamente, e più utilmente, investendo in Tunisia, o meglio incoraggiando qui la lenta ripresa economica. Ma in qualche modo i problemi vanno affrontati e pagati, meglio alla radice che dopo.
Il problema, dunque, è a Tunisi, e a Tunisi Berlusconi ha capito di dover andare. Si potrà risolvere, in quella sede, l'origine di tutti i guai? L'Europa è in grado di riservare alla Tunisia e al suo discusso governo una serie di sostegni e d'incoraggiamenti che inducano le autorità locali a comportarsi in modo diverso e a tenersi in casa i renitenti e i ribelli.
I soldi che l'Europa spende per un milione di profughi li può impiegare diversamente, e più utilmente, investendo in Tunisia, o meglio incoraggiando qui la lenta ripresa economica. Ma in qualche modo i problemi vanno affrontati e pagati, meglio alla radice che dopo.
domenica 3 aprile 2011
Il pragmatismo
Ora sappiamo che cosa intende Berlusconi per pragmatismo: quando la monnezza sale, lui va. Va a Napoli, e la monnezza scompare. Magari soltanto per un po'.
Va a Lampedusa, e ottomila fuorusciti tunisini scompaiono. Magari soltanto per un po'.
Per Berlusconi, pragmatismo vuol dire presenzialismo. Almeno sul momento è efficace.
Ora però dovrebbe fare in modo che questa efficacia provvisoria diventi davvero definitiva.
C'è un altro tipo di presenzialismo di Berlusconi che alla gente piace di meno. Ma siccome si svolge a casa sua, a noi non rimane che seguirlo da lontano per mezzo di qualche fotografo implacabile o di qualche intercettazione provvidenziale.
Va a Lampedusa, e ottomila fuorusciti tunisini scompaiono. Magari soltanto per un po'.
Per Berlusconi, pragmatismo vuol dire presenzialismo. Almeno sul momento è efficace.
Ora però dovrebbe fare in modo che questa efficacia provvisoria diventi davvero definitiva.
C'è un altro tipo di presenzialismo di Berlusconi che alla gente piace di meno. Ma siccome si svolge a casa sua, a noi non rimane che seguirlo da lontano per mezzo di qualche fotografo implacabile o di qualche intercettazione provvidenziale.
sabato 2 aprile 2011
La tendopoli di Manduria
Appena fresca di sistemazione, la tendopoli di Manduria nelle Puglie è subito diventata famosa in tutto il mondo: le due migliaia di profughi tunisini provenienti da Lampedusa vi hanno trovato rifugio al massimo per un paio d'ore, dopo di che è stato scoperto che i due metri di rete che proteggevano l'impianto erano facilmente scavalcabili, e tutte le formiche del formicaio hanno compiuto lo stesso itinerario per trasferirsi all'aria libera.
Era proprio quello che desideravano. Uno alla volta, riusciranno a trovare quella sistemazione, in Italia o in Francia o altrove in Europa, da loro tanto sognata. Le forze dell'ordine affermano di averne riacciuffati duecento, ma state certi che anche questi ritenteranno l'avventura.
Infatti.Quello che non riescono a fare gli organismi politici a qualunque livello, riesce a farlo la voglia di vivere e di guadagnarsi la libertà che regna nel cuore di ogni uomo, da qualunque parte del mondo egli venga.
Era proprio quello che desideravano. Uno alla volta, riusciranno a trovare quella sistemazione, in Italia o in Francia o altrove in Europa, da loro tanto sognata. Le forze dell'ordine affermano di averne riacciuffati duecento, ma state certi che anche questi ritenteranno l'avventura.
Infatti.Quello che non riescono a fare gli organismi politici a qualunque livello, riesce a farlo la voglia di vivere e di guadagnarsi la libertà che regna nel cuore di ogni uomo, da qualunque parte del mondo egli venga.
venerdì 1 aprile 2011
Da Mentone a Ventimiglia
E' imbarazzante il gioco delle parti che si sta effettuando sulla frontiera franco-italiana tra Mentone e Ventimiglia. Molti profughi tunisini che sono riusciti ad arrivare fin lì (dunque da Lampedusa in qualche modo si esce...), scesi dal treno in territorio francese, vengono reimbarcati senza tanti complimenti verso l'Italia, terra evidentemente più generosa di quella francese, malgrado le critiche profonde sia della sinistra che della Lega.
La Francia, più ricca e presuntuosa di noi, non mostra di avere molta pietà e comprensione per questi profughi, fra l'altro di madrelingua francese e dunque interessati a restare intorno a Nizza, Marsiglia, Lione e Parigi più che a Napoli, Roma, Bologna e Milano.
Ci chiediamo che Europa Unita sia questa, che lascia all'Italia tutte le rogne e tutti i problemi e non porge una mano se non per rimandare indietro chi è arrivato vicino a una soluzione logica. L'Europa dei due pesi e delle due misure, ancora una volta a nostro danno.
La Francia, più ricca e presuntuosa di noi, non mostra di avere molta pietà e comprensione per questi profughi, fra l'altro di madrelingua francese e dunque interessati a restare intorno a Nizza, Marsiglia, Lione e Parigi più che a Napoli, Roma, Bologna e Milano.
Ci chiediamo che Europa Unita sia questa, che lascia all'Italia tutte le rogne e tutti i problemi e non porge una mano se non per rimandare indietro chi è arrivato vicino a una soluzione logica. L'Europa dei due pesi e delle due misure, ancora una volta a nostro danno.
giovedì 31 marzo 2011
Casinò
Il nostro premier Silvio Berlusconi, strappato un attimo da altri fastidiosi pensieri, ha deciso di recarsi a Lampedusa per portare soccorso alla popolazione locale e alla situazione penosa venuta a crearsi.
Non c'è sventura alla quale - fosse il terremoto dell'Aquila o l'angosciosa vicenda dell'immondizia di Napoli - il nostro numero uno non accorra a prestare il suo taumaturgico intervento, promettendo di risolvere tutto in poco tempo.
Ci sarà pure un po' di forzatura, ma non c'è dubbio che l'accorrere di Berlusconi sul luogo dei guai arrechi sollievo alle vittime. Sicuramente il deflusso dei tunisini da Lampedusa sarà affrettato al mille per mille, con poche grandi navi in arrivo. Ma quel che più stupisce è il corollario di altre idee con cui accompagna il suo intervento. Ora il Berlusca ha deciso che, per ripagare tutti i guai subìti dalla popolazione lampedusana, non solo vi comprerà una bella villa, ma vi istituirà anche uno dei pochissimi Casinò dello stato, per farvi rifiorire l'economia e il turismo.
Bella idea, e anche facile facile: trasformare un casino in Casinò.
Non c'è sventura alla quale - fosse il terremoto dell'Aquila o l'angosciosa vicenda dell'immondizia di Napoli - il nostro numero uno non accorra a prestare il suo taumaturgico intervento, promettendo di risolvere tutto in poco tempo.
Ci sarà pure un po' di forzatura, ma non c'è dubbio che l'accorrere di Berlusconi sul luogo dei guai arrechi sollievo alle vittime. Sicuramente il deflusso dei tunisini da Lampedusa sarà affrettato al mille per mille, con poche grandi navi in arrivo. Ma quel che più stupisce è il corollario di altre idee con cui accompagna il suo intervento. Ora il Berlusca ha deciso che, per ripagare tutti i guai subìti dalla popolazione lampedusana, non solo vi comprerà una bella villa, ma vi istituirà anche uno dei pochissimi Casinò dello stato, per farvi rifiorire l'economia e il turismo.
Bella idea, e anche facile facile: trasformare un casino in Casinò.
mercoledì 30 marzo 2011
L'Europa per Lampedusa
Dio ha dato agli africani una comoda porticina per l'Europa: l'isola di Lampedusa. Lì possono approdare con facilità: peccato che sia poco più di uno scoglio, e se ci arrivano in cinquemila già si crea una calca insostenibile.
Non è Lampedusa, ma l'Italia, anzi tutta l'Europa unita che deve accogliere quel flusso di nordafricani,quasi tutti tunisini,alla ricerca di quel lavoro, di quella pace, di quell'avvenire a cui aspirano: ostacolarlo non sarà colpa della sola Italia, ma di tutta l'Europa, che potrà assorbirli con maggiore facilità regolarizzando il corso di questa vicenda.
Per ora l'Italia deve metterci il rifugio e l'accoglienza, ma poi dovrà essere l'Europa a dare lavoro e sostegno. Ciascuno faccia la sua parte.
Non è Lampedusa, ma l'Italia, anzi tutta l'Europa unita che deve accogliere quel flusso di nordafricani,quasi tutti tunisini,alla ricerca di quel lavoro, di quella pace, di quell'avvenire a cui aspirano: ostacolarlo non sarà colpa della sola Italia, ma di tutta l'Europa, che potrà assorbirli con maggiore facilità regolarizzando il corso di questa vicenda.
Per ora l'Italia deve metterci il rifugio e l'accoglienza, ma poi dovrà essere l'Europa a dare lavoro e sostegno. Ciascuno faccia la sua parte.
martedì 29 marzo 2011
Nessuno vuol essere Lampedusa
Immaginate se uno dei nostri paesi dovesse subìre la stessa vicenda che sta subendo Lampedusa: un piccolo territorio che contiene appena cinquemila abitanti come Genazzano, che improvvisamente venisse assalito da migliaia e migliaia di nordafricani, algerini, tunisini, libici o anche eritrei, che si accalcassero nelle nostre belle campagne poveri e scalzi, affamati e disidratati, facendo scempio di vigne e frutteti, riempiendo di sporcizia i nostri prati e i nostri colli.
Chi avrebbe pietà di quei poveri profughi? I nostri amministratori avrebbero gli occhi fuori dalle orbite. Accuse al governo e a ogni tipo di amministrazione europea e locale. Sarebbe un grido di allarme generale, un'invocazione a intervenire per salvare il salvabile nel più breve tempo possibile: Il Lazio, l'Italia e l'Europa dovrebbero intervenire immediatamente.
Povera Lampedusa: il buon Dio l'ha piazzata lì, a poche miglia dalla costa africana. Ma anche i lampedusani hanno lo stesso diritto a vivere civilmente che hanno i profughi africani.
Chi avrebbe pietà di quei poveri profughi? I nostri amministratori avrebbero gli occhi fuori dalle orbite. Accuse al governo e a ogni tipo di amministrazione europea e locale. Sarebbe un grido di allarme generale, un'invocazione a intervenire per salvare il salvabile nel più breve tempo possibile: Il Lazio, l'Italia e l'Europa dovrebbero intervenire immediatamente.
Povera Lampedusa: il buon Dio l'ha piazzata lì, a poche miglia dalla costa africana. Ma anche i lampedusani hanno lo stesso diritto a vivere civilmente che hanno i profughi africani.
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