Nella vita, si può dire ogni giorno, facciamo cose di cui dovremmo in qualche modo essere grati a qualcuno.
Purtroppo il sentimento della gratitudine è un fenomeno raro: non vorremmo mai dover dire grazie a qualcuno, mentre ci piacerebbe tanto che qualcuno fosse grato a noi.
In questo, usiamo una bilancia in cui il piatto dei nostri meriti è sempre il più pesante, e il piatto degli altri sempre più leggero.
Mi ricorda quella favola antica, di Fedro, che dice: "Giove ha dato a ciascuno di noi due bisacce: una, piena dei difetti altrui, la teniamo sempre davanti ai nostri occhi, mentre l'altra, quella dei nostri difetti, la portiamo costantemente dietro le spalle e non la vediamo".
Ma anche Gesù, nel Vangelo, aveva parlato della pagliuzza dei nostri difetti e della trave dei difetti altrui: i difetti degli altri sappiamo ben riconoscerli, mentre a quelli nostri concediamo volentieri il perdono e la dimenticanza.
In politica, non è forse vera la stessa cosa?
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