Qualcosa che cordialmente odio, nella vita sociale, sono le raccomandazioni. Sono esse che stravolgono i sani principi di giustizia, che forniscono modo di vivere e di ramificare agli immeritevoli, che fanno piangere lacrime amare alla gente che ha sudato per prepararsi culturalmente e tecnicamente alla vita.
Quanta gente conosco che...no, no, non voglio finire questa frase. Ma quanta gente, nel pubblico impiego particolarmente, ha finito per significare voglia di far niente regolarmente premiata e rispettata. Intere gerarchie di fannulloni, magari compensate da pochissimi grandi lavoratori forniti di coscienza.
Nelle scuole superiori, qualche anno fa, furono istituite delle gratifiche per i lavoratori più bravi. Ma, ovviamente, a stabilire chi fossero i più bravi erano chiamati i meno bravi. Ingiustizia su ingiustizia. Io chiedevo che quella gratifica fosse almeno distribuita in modo univoco a tutti.
Mi accorgo di avere gli stessi pensieri del ministro Brunetta. E che purtroppo neanche Brunetta, con tutta la sua buona volontà, riuscirà a raddrizzare la coscienza degli italiani.
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