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mercoledì 23 marzo 2011

Una disgrazia scaccia l'altra

Ogni pochi giorni, nel nostro piccolo o nel nostro grande, una paurosa sventura si affretta a cancellare la sventura precedente. Prima lo si è visto in una serie di brutti delitti a sfondo sessuale, ma con grandissima risonanza sociale. Per giorni e giorni il tamburo ha battuto su una nota sola, ma all'improvviso la nota è cambiata e tutti ci siamo dimenticati della precedente. Da Sarah a Yara.
Poi è venuta la grave vicenda di Mubarak in Egitto, e per giorni non si è parlato d'altro. Finché in Giappone non sono sopraggiunti un terremoto e uno tsunami da toglierci il respiro, la pace e quasi la speranza.
Ora Gheddafi. Una vicenda amara, che sa di barbarie in pieno Duemila. Tiranni così c'erano soltanto nell'antichità. L'Europa e il Mondo moderno sembrano inadeguati a provvedere.
Sventure che si accavallano. In Italia avevamo cominciato da qualche mese con un altro tipo di calamità, che stava sul punto di travolgere la situazione politica. Ma poi si è succeduta una serie di fatti ancora più gravi che quasi ce l'ha fatta dimenticare.



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